Nel 2024 in Italia sono nati solo 370.000 bambini, con un calo del 2,6% rispetto all’anno precedente.
Il tasso di fecondità è sceso a 1,18 figli per donna, il livello più basso mai registrato nella nostra storia. Dati preoccupanti, che parlano da soli, e che confermano come l’”inferno” demografico sia ormai una vera emergenza, per l’Italia e per l’Europa. Il calo delle nascite rappresenta uno dei pericoli più grandi per le nostre società.
Il Governo italiano sta dimostrando coraggio, basti vedere le risorse investite nelle ultime tre leggi di bilancio e il recente Piano per la famiglia del Ministro Roccella. Ma serve che, anche dall’Europa, si avvii una rivoluzione culturale che rimetta al centro i giovani, la Vita, la famiglia e la natalità.
In questa direzione stiamo lavorando con l’Intergruppo Demografia, che co-presiedo, al quale hanno aderito oltre 50 colleghi di paesi e partiti diversi.
Dobbiamo considerare le spese per la demografia degli Stati membri come investimenti ai fini dell’equilibrio di bilancio e avviare una nuova importante Strategia UE per la demografia. Queste sono due tra le nostre principali proposte.
D’altronde, quale investimento più giusto e bello, se non quello nelle persone?
Quale migliore infrastruttura, se non la speranza nel futuro che danno i bambini, la speranza che dà la vita? Invertire la rotta è possibile ma serve uno sforzo coordinato di tutti i paesi UE. La crisi demografica chiede responsabilità: senza nuovi italiani e nuovi europei, non ci sarà futuro per nessuno.
